La verità sulla riforma 2016! Diffondi prima che il governo censuri! Massima diffusione!

Il giorno 4 del prossimo mese milioni di elettori voteranno No e salveranno l’Italia.
Qualche altro milione di elettori voterà Sì, e anche quello salverà l’Italia.

Il 4 dicembre milioni di persone andranno a votare per sventare una dittatura; altri andranno a votare la nuova legge elettorale ed altri ancora andranno a votare per renderci il “farò d’Europa”. Sostanzialmente, si andrà a votare Sì o No per una miriade di ragioni che nulla hanno a che fare con la realtà.

Per carità, nessuno qui sta parlando di dover votare sul merito, nemmeno io voterò sul merito, ma da qui a votare “la nuova legge elettorale” ce ne passa.
Secondo un sondaggio di Demopolis, il 47% della popolazione non sa cosa andrà a votare, ma l’80% dei miei contatti Facebook da qualche mese si improvvisa insigne costituzionalista formatosi all’università de “Le immaginette prese a caso su internet”.

C’è una moltitudine di ragioni per cui si potrebbe scegliere di votare No, ma non si può arrivare alle urne convinti che si voti contro o a favore di una deriva autoritaria dell’esecutivo. Paradossalmente, uno dei punti per me meno convincenti di questa riforma riguarda proprio il rafforzamento dei cosiddetti strumenti di “democrazia diretta” (leggi di iniziativa popolare e referendum propositivi).

Da cattivone bastian contrario quale sono, ritengo che questo referendum rappresenti esso stesso una prova di ciò che vado sostenendo: gli strumenti di “democrazia diretta” sono la morte della democrazia.
Spieghiamoci meglio: non si può pretendere che chiunque abbia una propria opinione matura e sana su materie caratterizzate da una certa complessità tecnica (non a caso l’art. 75 della nostra Santa Costituzione vieta referendum riguardanti leggi tributarie e di bilancio o di autorizzazione a ratificare trattati internazionali).

“E’ impossibile che su problemi di qualsiasi tipo, di qualsiasi ordine, ognuno dica impunemente la sua e valgano le opinioni di tutti.
Per me il microfono deve essere chiuso, e si lascino parlare le persone che ne hanno titolo e qualità. Questo falso senso democratico mi infastidisce moltissimo.”
Giorgio Gaber

Io credo molto nella maturità popolare quando la consultazione riguardi temi etici o morali (vedi aborto/divorzio), ma è impossibile spiegare compiutamente implicazioni e conseguenze di una riforma costituzionale a chi di mestiere fa tutt’altro da una vita (o a chi all’età per avere un mestiere non c’è ancora arrivato), e quindi si ricorre a slogan e frasi fatte, utili a smuovere masse, ma non a fare chiarezza.
E ciò significa sostanzialmente che (almeno) il 47% degli elettori voterà a caso o sulla base di informazioni errate. Questa non è democrazia, questa è la peggiore forma di ponziopilatismo della politica, capace di generare mostri come la Brexit.

Parliamoci chiaro, io voterò Sì, nonostante tutto quello che ho detto fin qui e nonostante la nuova composizione del Senato mi susciti delle perplessità.
La reputo, nel complesso, una riforma valida e che potrebbe aiutare i futuri esecutivi a superare alcune odiose meccaniche che, da decenni, offrono valide scuse a governi di destra e di sinistra per non giungere mai al termine di leggi degne di questo nome.

Se voti No non sei mio nemico.

Non torneremo nel medioevo se vinceranno le tue ragioni.
Non torneremo negli anni 20 se vinceranno le mie.
Però tanto vale capire a grandi linee da/con cosa salveremo l’Italia!
(SPOILER: non c’è la legge elettorale!)

FINE DEL BICAMERALISMO PERFETTO
Solo la Camera dei Deputati continuerà a rappresentare la nazione e solo essa sarà titolare del rapporto di fiducia con il governo.

La funzione legislativa sarà esercitata collettivamente dalle due Camere solo per:
-revisioni costituzionali
-leggi costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche
-il referendum popolare
-le leggi elettorali
-i trattati con l’Unione europea
-le norme che riguardano i territori

Le altre leggi saranno approvate esclusivamente dalla Camera.
Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati verrà immediatamente trasmesso al Senato che, entro dieci giorni, potrà disporre di esaminarlo.
Nei trenta giorni successivi il Senato potrà deliberare proposte di modifica del testo, sulle quali la Camera si pronuncerà in via definitiva e che potrà bocciare solamente con un voto a maggioranza assoluta dei propri componenti.

(La deliberazione dello stato di guerra spetterà unicamente alla Camera dei Deputati, alla quale però servirà la maggioranza assoluta dei voti e non più solo quella semplice)

Il Senato rappresenterà invece le istituzioni territoriali.
I nuovi senatori saranno 100: 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 senatori nominati dal Preidente della Repubblica. Gli unici senatori a vita saranno gli ex Presidenti della Repubblica.

I nuovi senatori non riceveranno indennità se non quella che spetta loro in quanto sindaci o membri del consiglio regionale.
L’indennità di un consigliere regionale non potrà superare quella attribuita ai sindaci dei comuni capoluogo di Regione.
Resta l’indennità per i senatori a vita.

LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE
Per le proposte di legge di iniziativa popolare sarà richiesta la raccolta di 150.000 firme invece di 50.000, ma si stabilisce anche che la deliberazione della Camera sulla proposta dovrà essere garantita nei tempi e nelle forme dai regolamenti parlamentari.

REFERENDUM PROPOSITIVI
Si introducono in Costituzione i referendum popolari propositivi e di indirizzo.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Cambia il quorum per l’elezione del Capo dello Stato. Dalla quarta votazione si abbasserà infatti a tre quinti dei componenti dell’assemblea e, dalla settima in poi, ai tre quinti dei votanti.

TITOLO V
Verrà soppressa la competenza concorrente tra Stato e regioni, con una redistribuzione delle materie tra competenza esclusiva statale e competenza regionale.
Sarà inoltre introdotta una ‘clausola di supremazia’, che consentirà alla legge dello Stato, su proposta del Governo, di intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale.

ABOLIZIONE DEL CNEL E DELLE PROVINCE
Verrà integralmente abrogato l’articolo 99 della Costituzione che prevede, quale organo di rilevanza costituzionale, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) ed eliminato anche il riferimento alle Province che verranno meno quali enti costituzionalmente necessari.

GIUDIZIO PREVENTIVO SULLE LEGGI ELETTORALI
Le leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (leggi elettorali e non) potranno essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale, su ricorso motivato presentato da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o almeno un terzo dei componenti del Senato della Repubblica entro dieci giorni dall’approvazione della legge.

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