Biografia di gruppo… biografia di maestri.

Gli Elio e le Storie Tese sono un gruppo musicale italiano di Milano fondato nel 1980.

I componenti:

Stefano Roberto Belisari, in arte Elio: voce solista del gruppo, si esibisce suonando anche la chitarra ed il flauto traverso, strumento in cui si è diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.
Nel 2002 ha ottenuto la laurea in ingegneria elettronica presso Politecnico di Milano.
Artista di genere burlesque conta, tra l’altro, partecipazioni a opere teatrali (L’Opera da tre soldi di Bertold Brecht, Storia di Amore e di Anarchia, musical di Lina Wertmüller).
Il 24 marzo 2009 al MAXXI di Roma, Elio delle Storie Tese si è presentato per ritirare il Premio alla Carriera della XV Quadriennale d’Arte di Roma destinato a Maurizio Cattelan, sostenendo di essere Cattelan.
Sergio Conforti, in arte Rocco Tanica: tastierista del gruppo. Numerose sono le sue collaborazioni con altri artisti musicali (Righeira, per cui ha scritto la musica di Innamoratissimo, Roberto Vecchioni, Claudio Baglioni, Massimo Ranieri, Ricchi e Poveri, Stefano Nosei, ecc.), così come con attori (Claudio Bisio, Paola Cortellesi) in veste di autore di testi; per esempio suona le tastiere nel disco Le nuvole (1990) di Fabrizio De André o in L’estate sta finendo e Innamoratissimo (brano di cui è anche autore e che partecipò a Sanremo 1986), celebri tormentoni dei Righeira.
Conduce inoltre Quasi Tg, un surreale notiziario prodotto da Endemol e Vodafone Italia distribuito come servizio VAS, anche in onda sul canale satellitare FX.
Il 20 febbraio 2008 è uscito il suo primo libro dal titolo “Scritti scelti male”.
Davide Luca Civaschi, in arte Cesareo: chitarrista del gruppo. Strumentista di stimate capacità tecniche e compositive, uno dei migliori nel panorama italiano, ha collaborato con diversi artisti, tra cui Daniele Silvestri, Massimo Riva e Stefano Nosei e con personaggi dello spettacolo come Claudio Bisio.
È stato il primo chitarrista italiano ad avere un modello di chitarra costruita per lui dalla Ibanez su sue specifiche e con grafica custom, la RG “Cesareo Custom”.
Nicola Riccardo Fasani, in arte Faso: bassista del gruppo. Ha collaborato, tra gli altri, con Rossana Casale, Mina, Franco Fasano, Daniele Silvestri.
Nonostante l’approccio ironico e dissacratorio dei brani di Elio e le Storie Tese, la conoscenza musicale e capacità tecnica dei musicisti della band è assolutamente fuori discussione. Faso non fa eccezione e viene considerato uno dei migliori bassisti italiani.
È presidente della squadra di baseball dell’Ares Milano Baseball, militante in serie B, nel girone A, dove gioca raramente come prima base.
Christian Meyer: batterista del gruppo. Fin dai primissimi anni Ottanta cominciano le collaborazioni professionali, prima con musicisti italiani (a Francoforte) e dal 1983, tornato in Italia comincia lo studio di diversi generi musicali, focalizzandoli principalmente nel jazz.
È riconosciuto dagli addetti ai lavori come uno tra i migliori batteristi italiani, sia per la tecnica che per la versatilità.
Oltre ad aver insegnato dal 1990 al 1996 al Centro Professionale Musica (CPM) di Milano sin dalla fine degli anni ’80 di dedica allo svolgimento di seminari nei quali migliaia di allievi si sono alternati per apprendere insegnamenti preziosi per il proprio accrescimento musicale e stilistico.
Antonello Aguzzi, in arte Jantoman: tastierista e corista del gruppo.
Ha iniziato la carriera di musicista professionista nel 1987 partecipando a numerosi album di artisti italiani e suonando dal vivo con attori e cabarettisti di fama (come Claudio Bisio, Aldo Giovanni e Giacomo, Fabio De Luigi) e lavorando per anni nel campo della pubblicità.
Da qualche tempo ha iniziato a comporre musiche per teatro e cinema.
Luca Mangoni: in un gruppo di strumentisti, la presenza di Mangoni è ritenuta “non ufficiale”, poiché egli non suona alcuno strumento: ciononostante, le sue apparizioni sono parte integrante e insostituibile della coreografia e del complesso canoro del gruppo.
E’un architetto italiano. Tra i suoi molti lavori il più noto, soggetto a critiche e pareri contrastanti, è la Mangoni Tower, un edificio residenziale in via Nervesa a Milano costruito tra il 1995 e il 2000.
Fra il 1985 e il 1986 Elio e le storie tese cominciarono a godere di una certa fama grazie a storici concerti in locali milanesi come il Magia Music Meeting e lo Zelig e a registrazioni pirata su cassetta che ebbero una straordinaria diffusione soprattutto presso gli adolescenti di Milano e del Nord Italia.
Nel 1991 gli Elii eseguono una nuova versione di Ti amo al Concerto del Primo Maggio, in diretta tv sulla RAI. Il nuovo testo del brano fu cantato all’insaputa di tutti dopo che gli Elii avevano attaccato il pezzo Cassonetto differenziato per il frutto del peccato: qui si denunciava il malcostume della classe politica, facendo nomi e citando fatti e, per questo, fu interrotto dai funzionari RAI che intervennero sul palco.
Nel 1996 Elio e le storie tese parteciparono al Festival della canzone italiana di Sanremo con il brano La terra dei cachi. Il brano, decisamente al di fuori dei canoni “sanremesi”, riscosse comunque un grande successo di pubblico e di critica, classificandosi al secondo posto dietro Ron e Tosca (e vincendo il premio della critica “Mia Martini”).
A tutt’oggi circolano voci, avvalorate dalle indagini dei Carabinieri, sostenenti che in realtà la canzone avrebbe realmente vinto il festival, ma che i risultati finali sarebbero stati modificati da Pippo Baudo in persona, che non volle ufficializzare i voti. Tuttavia non si verificarono polemiche furibonde o ripercussioni su questo fatto, anche grazie all’atteggiamento comico e ironico adottato dal gruppo.
Nel 1999 il gruppo partecipò alla trasmissione “Night Express”, di Italia 1; l’esibizione fu caratterizzata, al termine di ogni brano, da continue contestazioni nei confronti del gruppo. Durante il momento in cui il pubblico viene lasciato libero di porre domande al gruppo, Elio, spazientito, si scagliò contro uno dei contestatori, scatenando una sorta di rissa che costrinse la conduttrice Tamara Donà a dare la linea alla pubblicità. Nonostante l’assurdità di queste scene e l’evidente combine alla base della stessa (i contestatori erano, in realtà, componenti del fans club), nei giorni successivi i giornali e alcune trasmissioni tv parlarono di quella rissa, credendola vera. Pochi giorni dopo il gruppo ricevette il premio come best italian act agli European Music Awards di MTV: in quell’occasione, i musicisti decisero di riproporre in mondovisione i principali stereotipi con cui sono rappresentati gli italiani. Salirono sul palco in canottiera e, senza pronunciare nemmeno una parola in inglese, Elio, dopo aver reso un sincero omaggio a Feiez, improvvisò una sorta di sceneggiata napoletana, mentre il resto del gruppo fingeva di farsi i fatti propri.
Nel 2008 conducono il DopoFestival della 58ª edizione del Festival di Sanremo ottenendo un ottimo successo di pubblico e critica, tanto da entrare nella Top Ten dei miglior programmi televisivi alla 48ª edizione del Premio Regia Televisiva, ideato da Daniele Piombi.
Hanno inoltre partecipato come ospiti all’ultima serata del Festival presentando Largo al Factotum da Il barbiere di Siviglia di Rossini, brano che già da diversi anni viene proposto dal gruppo durante i concerti, scegliendo curiosamente di non proporre alcun brano che potesse promuovere il disco uscito pochi giorni prima.
Il gruppo si presentò vestito come i Rondò Veneziano e con un trucco che li invecchiava in modo innaturale, incolpando successivamente Pippo Baudo dei continui sforamenti, che li avevano obbligati ad iniziare il dopofestival sempre più tardi. Alle spalle della band fu proiettata una gigantografia di Mangoni, detto il “grande escluso”, poiché nel 1996 Baudo non gli permise di comparire col gruppo. Durante l’esecuzione del brano, Elio ha più volte modificato il nome “Figaro”, riuscendo a pronunciare più volte su quel palco, in diretta nazionale e davanti a milioni di persone, la stessa parola che alcune radio censurarono quando uscì Evviva/La visione. Al termine dell’esibizione, Elio, commosso, ha rivolto l’ennesimo saluto a Feiez, ricordando che molti anni prima aveva suonato con loro proprio su quel palco.

“Mettere insieme grandi artisti per un progetto di questo genere credo che sia una figata”

(Faso degli “Elio e le storie tese”)
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Una risposta a Biografia di gruppo… biografia di maestri.

  1. donmarco94 ha detto:

    solo oggi scopro il vero nome di Elio. grazie!

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