E sto lì a riflettere su perchè non organizzare del terrorismo buono, poi il genio passa, ma approverei comunque incondizionatamente determinate stragi indiscriminate…

Quanto ancora dobbiamo aspettare? Quanto ancora dobbiamo vedere i migliori emigrare e i rassegnati rimanere? Siete davvero sicuri che vada bene così? Che le serate che passate a corteggiarvi, a ridere, a litigare, a maledire il puzzo dei rifiuti bruciati, a scambiarvi quattro chiacchiere, possano bastare? Voi volete una vita semplice, normale, fatta di piccole cose, mentre intorno a voi c’è una guerra vera, mentre chi non subisce e denuncia e parla perde ogni cosa. Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così asserviti e rassegnati, così piegati? Come è possibile che solo gli ultimi degli ultimi, gli africani di Castel Volturno che subiscono lo sfruttamento e la violenza dei clan italiani e di altri africani, abbiano saputo una volta tirare fuori più rabbia che paura e rassegnazione? Non posso credere che un sud così ricco di talenti e forze possa davvero accontentarsi solo di questo.
Non posso credere che riescano a resistere soltanto pochi individui eccezionali. Che la denuncia sia ormai solo il compito dei pochi singoli, preti, maestri, medici, i pochi politici onesti e gruppi che interpretano il ruolo della società civile. E il resto? Gli altri se ne stanno buoni e zitti, tramortiti dalla paura? La paura. L’alibi maggiore. Fa sentire tutti a posto perché è in suo nome che si tutelano la famiglia, gli affetti, la propria vita innocente, il proprio sacrosanto diritto a viverla e costruirla.
 
(Tratto da un articolo di cui non sono a conoscenza del titolo, ma di Roberto Saviano)
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Stare zitto durante i viaggi, battere le mani a tempo, il diabete
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5 risposte a E sto lì a riflettere su perchè non organizzare del terrorismo buono, poi il genio passa, ma approverei comunque incondizionatamente determinate stragi indiscriminate…

  1. Gianluca ha detto:

    intanto oggi a castel volturno, manifestazione fascista contro gli immigrati. Intervistato un pirla che manifestava ha detto: Abbiamo paura non ce la facciamo più.
    Degli immigrati…

  2. Federica ha detto:

    Credo sia il concetto di "società civile" il fulcro del problema; è per farla esistere in quanto tale che tutti (non quasi tutti) devono (e nn dovrebbero) vivere i propri giorni.
    Quello che però accade, e non me ne sottraggo, è che molti la sentano dentro la civiltà, ma pochi dedichino realmente ad essa le proprie azioni (ed ecco quei "pochi singoli" di cui parla Saviano).
    Personalmente mi sono accorta tristemente che molto spesso mi arrendo davanti a certe mentalità, e prima che il "fuoco" mi si spenga dentro, credo l’unica soluzione sia un domani emigrare…anche se non mi sentirò uno dei migliori (come è scritto nell’articolo), perchè chi rimarrà, cercando di ricomporla pezzetto dopo pezzetto sta società civile, non sarà un rassegnato, bensì il migliore!
    …un pò prolissa eh?!…mi scusi  XD

  3. Simone ha detto:

    Seghe mentali a parte, nell’ambito dell’agro aversano non si può parlare di "società civile", ma di resistenza e segreto per resistere è… intolleranza intolleranza intolleranza… e che non si accetti in alcun modo l’integrazione razziale con teste di cazzo appartenenti a star-system vari, con inevitabile discriminazione nei confronti di chi propenderà per la fratellanza. Soggetti da Maracas non possono essere trattati come animali domestici, come non lo può essere una zanzara portatrice di malaria.Detto questo torno alla mia perfezione interiore.

  4. Michele ha detto:

    Io posso pure morire, ma non inutilmente. Senza girarci intorno, la penso così. Cioè, io la puzza non la sento perchè nelle campagne di Marcianise non ci passo più. Ma sto male per altri motivi, e più ci penso più mi convinco che sia per colpa della Camorra, questa volta intesa non come Sistema, ma proprio come atteggiamento esistenziale di chi prende decisioni per me, cui io, con la mia debolezza cronica, non riesco a dire di no.Però sarebbe inutile assaltare un treno da solo, con una spada di legno. A me piacerebbe morire non da eroe. Non è che aspetto il veltro dantesco, non esiste, non esisterà fino a quando non si costruirà una nuova teoria da nuovi principi. La storia ci ha insegnato che i principi sono gli stessi da sempre, ma la mia debolezza mi fa pensare che essi possano cambiare. E più cresco, più divento un idiota idealista che pensa ancora questo.We, io veramente faccio, ma non leggete con il tono con cui state leggendo, non è il tono che userei.Finalmente, leggendo Gianluca, stamattina mi sono fatto una risata.

  5. Simone ha detto:

    Quindi niente terrorismo buono…

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